La mostra

La mostra si propone di condividere per la prima volta con il pubblico la ricca esperienza di studio, di lettura e di traduzione della Cina della sinologa Edoarda Masi (1927-2011), bibliotecaria della Braidense dal 1961 al 1973, attraverso il confronto diretto con il suo inestimabile lascito avvenuto nel 2012 e composto da oltre 2000 volumi, custodito proprio in Biblioteca Braidense.
Nei documenti di archivio e nelle opere presenti in mostra si percepisce infatti tutto l'impegno intellettuale della Masi e l’importante lascito della sua biblioteca privata, che ha permesso alla Biblioteca Braidense di raccogliere importanti testi introvabili.

La mostra - curata da Bettina Mottura, Simona Gallo e Marina Zetti - è stata realizzata con la collaborazione tra la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Nazioanle Braidense e l’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni, con il sostegno dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano e Milanhuaxia Group.

La rassegna ruota attorno al focus sulla dimensione letteraria della Cina. Tuttavia, la natura poliedrica di Edoarda Masi, viaggiatrice, avida lettrice di opere classiche e moderne, traduttrice di capolavori letterari, pensatrice e studiosa della Cina contemporanea in prospettiva storica e politica, suggerisce una articolazione plurale della mostra, che possa seguire le differenti traiettorie percorse da questa illustre figura intellettuale alla scoperta di una Cina ancora relativamente inedita in Italia.

“La mostra su “Edoarda Masi e la Cina” – afferma Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio, Biblioteca Nazionale Braidense – s’inserisce in un percorso più ampio che la Biblioteca Nazionale Braidense dedica al rapporto con le altre lingue e dunque con culture diverse e apparentemente lontane. Nei recenti anni è stato approfondito il greco, l’arabo, il croato, e oggi il cinese, immaginando di poter costruire ponti che uniscano la letteratura italiana e altre letterature, altre scritture, in definitiva altre civiltà che trovano contezza nei nostri depositi e per le quali si possono ricostruire percorsi storici ulteriori rispetto a quelli definiti dalla stretta contemporaneità”. “In una biblioteca, come quella Braidense – prosegue Angelo Crespi -, sono infatti custoditi libri in lingue diverse, libri che parlano di luoghi diversi e, un tempo, remoti, libri che raccontano i viaggiatori antichi che hanno visitato queste terre, o gli studiosi moderni che hanno dedicato la loro vita a paesi distanti, alla traduzione dei testi che ne illustrano il pensiero”.

“Chi visita la mostra è chiamato a confrontarsi con la Cina, ma si trova anche di fronte a un lascito intellettuale - dichiarano le curatrici -. La varietà dei volumi, in termini di date e di lingue di pubblicazione, lasciano intravvedere un progetto. Le annotazioni e i segnalibri indicano dei percorsi. Le diecimila trame ordite da Edoarda durante le sue letture, i suoi studi, testimoniano la costruzione di una relazione con la Cina antica e moderna che non implica una passiva fascinazione, ma anzi richiede una costante interazione tra il ricco patrimonio culturale d’origine e il territorio esplorato con la scoperta di una lingua e un pensiero, una tradizione letteraria, canoni etici ed estetici inusitati”.

Il percorso espositivo, suddiviso in tre sezioni - ‘pensiero’, ‘letteratura’, ‘traduzione’ - composto da 150 volumi della donazione Masi, è arricchito da materiale documentario come cartoline di propaganda cinese degli anni 1973-1975 e libri illustrati per bambini.

Nella prima parte, sono esplorati elementi della storia intellettuale della Cina, dapprima sul periodo che vede il declino delle istituzioni imperiali cinesi e poi sull’emergere del pensiero rivoluzionario.
Nella seconda, che restituisce l’ampiezza dello sguardo di Edoarda Masi, capace di abbracciare oltre duemila anni di storia culturale, si possono ammirare i volumi che lei stessa scelse, studiò e tradusse: dai testi fondativi del pensiero confuciano e taoista alle grandi antologie poetiche, dal teatro tradizionale alla narrativa contemporanea.
La rassegna si completa documentando l’approccio di Edoarda Masi come filologa e lettrice del mondo cinese. La sezione è dedicata in particolar modo al romanzo Il sogno della camera rossa (Hong lou meng) di Cao Xueqin (XVIII secolo), capolavoro della narrativa cinese classica. La sua traduzione integrale per UTET (1964-1981) rimane fra le più autorevoli in lingua occidentale.
A questo, si aggiungono le opere di Lu Xun (1881–1936), considerato il fondatore della letteratura cinese moderna, che documentano il lavoro di Edoarda Masi come promotrice in Italia della sua lettura e comprensione critica, e di Lao She (1899–1966), tra i maggiori narratori e drammaturghi della Cina del Novecento.

Per tutta la durata della mostra saranno organizzati seminari e attività (visite guidate e laboratori didattici) su . Gli appuntamenti saranno comunicati sul sito della Biblioteca Braidense, alla pagina dedicata: https://bibliotecabraidense.org/mostra/edoarda-masi-e-la-cina/